EXHIBIT DESIGN

L’interazione serve quando aggiunge qualcosa. Altrimenti è solo un costo.

L’exhibit design ha senso se permette a una persona di fare qualcosa che altrimenti non potrebbe: aprire un macchinario e guardarci dentro, seguire un processo dall’interno, configurare un prodotto, lasciare una traccia del proprio passaggio.

Se serve solo a mostrare un filmato, basta un filmato.

Progettiamo installazioni per stand, showroom, musei e punti vendita: touch, riconoscimento del movimento, realtà aumentata, oggetti fisici connessi, comandi vocali.

La tecnologia la scegliamo dopo aver deciso il gesto, mai prima.

Seguiamo tutto il ciclo — concept, contenuti, sviluppo, installazione, assistenza — e misuriamo l’uso effettivo: quante persone interagiscono, per quanto tempo, dove si fermano e dove abbandonano.

Sono i dati su cui si costruisce il progetto successivo.

IL RISULTATO

È l’ultimo metro del percorso: il punto in cui una strategia diventa un gesto che una persona compie.

> Concept e sceneggiatura del percorso

> Progetto architettonico e allestimenti

> Produzione dei contenuti video e audio

> Scelta e integrazione delle tecnologie

> Direzione lavori, collaudo, manutenzione

> Materiali di continuità per il dopo-visita

FAQ

Cosa si intende per Exhibit design?
L’exhibit design è la progettazione di spazi espositivi.
Serve a far vivere al visitatore un messaggio, un prodotto o un contenuto attraverso lo spazio fisico. Le installazioni vengono realizzate per stand fieristici, showroom, musei e punti vendita, ovunque un’organizzazione debba far vivere un’esperienza invece di limitarsi a raccontarla.
L’exhibit design risponde a “che esperienza deve fare il visitatore, e con quale risultato”.
Quel risultato può essere raccogliere contatti, far provare un prodotto, posizionare il brand o spiegare un contenuto complesso raccontando tutto attraverso uno storytelling comleto: funzionale, visivo
È un lavoro di squadra tra più figure: direttore creativo, architetto, graphic designer, esperti di multimedia e luci, e il produttore che realizza fisicamente la struttura.

Come viene scelta la tecnologia da utilizzare in un’installazione interattiva?
La tecnologia viene scelta dopo aver definito il gesto che la persona dovrà compiere, mai prima. Touch, riconoscimento del movimento, realtà aumentata, oggetti connessi o comandi vocali restano strumenti al servizio di quel gesto, non il punto di partenza del progetto.

Quando un’installazione interattiva aggiunge davvero valore?
Un’installazione ha senso quando permette a una persona di vivere un’esperienza completa e di fare qualcosa che altrimenti non potrebbe: aprire un macchinario e guardarci dentro, seguire un processo dall’interno, configurare un prodotto, lasciare una traccia del proprio passaggio. Se il suo unico scopo è mostrare un filmato, un filmato basta, l’interazione diventa un costo senza un reale ritorno.

Il servizio copre solo la progettazione dell’installazione o anche la sua gestione nel tempo?
Il servizio segue l’intero ciclo: concept, contenuti, sviluppo, installazione e assistenza. Una volta installata, Keymove misura anche come viene usata, quante persone interagiscono, per quanto tempo, dove si fermano e dove abbandonano: sono dati che guidano il progetto successivo.